
Sorprende sempre scoprire che la variante di un gioco particolarmente amato, a sua volta può vantarsi di possederne delle proprie. Questo non potrà che attestare la fama raggiunta dal gioco stesso. Nel caso del Texas hold’em questo non solo possiede varianti, ma ne possiede davvero tante.
Oggi parleremo delle tre più famose, che è bene chiarirlo subito non modificano nemmeno di una virgola le regole di gioco, ne lo scopo. Infatti al tavolo saranno ben accetti dai 2 ai 10 giocatori, si dovrà utilizzare un mazzo da 52 carte e non si potrà in alcun modo ottenere sette carte coperte, ma come per il Texas hold’em si avrà diritto ad ottenerne 2 private e 5 comunitarie.
A differenziarsi sarà invece la tecnica di puntata. Queste potranno essere illimitate, dotate di alcuni limiti variabili o con un limite di puntata imposto da regolamento.
Nel caso del Texas hold’em no limit ci troviamo davanti ad un gioco per i più azzardati. Questa particolare variante è giocata durante tornei davvero lussuosi ed eleganti e non prevede alcun limite di puntata. Per ipotesi un giocatore potrà decidere di puntare durante una mano tutto quello che possiede. Parleremo in questo caso di all in. La scelta potrà rivelarsi particolarmente fortunata o disastrosa.
Nella variante detta pot limit il limite sarà rappresentato dall’ammontare del piatto. Questo come è facile immaginare sarà crescente e dunque se le puntate iniziali potranno essere basse e controllate, quelle finali potranno essere davvero alte.
Nell’ultima variante invece ci troviamo davanti a limiti di puntata imposti da regolamento. Il gioco manco a dirlo si chiama Texas hold’em limit e il giocatore per nessuna ragione potrà superare il limite imposto da regolamento. La variante è giocata da chi non ama gli azzardi esagerati e dai giocatori che si cimentano solo per il gusto del divertimento.