Il poker: la storia

È forse il gioco di carte più famoso del mondo. Ha ispirato libri, quadri, film. Ha fatto la fortuna (e la rovina) di moltissime persone: è il poker. Un gioco affascinante, che non poteva non avere una storia altrettanto affascinante. Alcuni storici ritengono che il poker sia stato inventato in Germania e che derivi dal Pochspiel, un gioco vecchio di oltre cinquecento anni. Qualcun altro, invece, pensa che sia il Nas, un gioco ancora più antico in voga in Persia, ad aver ispirato il poker moderno.
Il poker: la sua “casa”
Che sia nato in Germania o in Persia, è negli Stati Uniti che il poker è cresciuto e si è sviluppato, diventando un fenomeno di massa quale è ai giorni nostri. Pare che il poker abbia fatto la sua comparsa negli States nel 1700, con regole e sistemi di conteggio dei punti molto diversi da quelli che conosciamo oggi. Sembra che le prime partite di poker si tennero sulle barche da fiume nel Mississippi e che da lì si siano diffuse prima nei saloon e poi nei casinò di tutto il suolo americano. Si deve sempre agli Stati Uniti l’esplosione moderna del poker, seppure nella sua variante del Texas Hold’em: è là, infatti, che ogni anno si tengono le World Series of Poker, i Mondiali del poker, che attirano migliaia di giocatori provenienti da tutto il mondo. Dal 1970 ad oggi si sono alternati un gran numero di campioni (da Doyle Brunson a Phil Ivey, da Amarillo Slim a Daniel Negreanu) e sono stati vinti milioni e milioni di dollari. Negli ultimi anni, il poker ha conosciuto un vero e proprio boom anche nel mondo dei giochi casino online: al giorno d’oggi, le poker room hanno un successo planetario che coinvolge milioni e milioni di persone.
Texas hold’em

Si tratta della variante forse più conosciuta e divertente del classico poker. Giocabile sia all’interno di casinò reali che virtuali il Texas hold’em è un gioco che ha un origine non troppo chiara. Sicuramente nato in Texas ha mantenuto un ‘importanza locale almeno fino al 1967 data nella quale venne accettato all’interno del casinò di Las Vegas e assunse un ruolo immediatamente centrale.
Al tavolo del Texas hold’em potranno sedere un minimo di due giocatori fino ad un massimo di dieci giocatori che si sfideranno vicendevolmente utilizzando un mazzo di carte da 52. A distribuire le carte e raccogliere le puntate ci penserà il croupier, virtuale nel caso di casinò online.
Prima ancora che questo distribuisca le carte fra i giocatori questi dovranno effettuare la prima delle tante puntate detta grande o piccolo buio. Solo a questo punto il croupier potrà consegnare due carte coperte alle quali seguiranno lentamente altre cinque carte scoperte e comuni, che tutti i giocatori dovranno usare per creare le proprie combinazioni finali.
Una volta consultate le due carte coperte i giocatori saranno chiamati ad effettuare una nuova puntata che darà loro diritto di visionare le prime tre carte scoperte. A questo punto chiunque desideri abbandonare il gioco in quanto non in possesso di buone carte potrà farlo, perdendo però le precedenti puntate. Chi invece vorrà andare avanti effettuerà la terza puntata alla quale seguirà la quarta carta scoperta. Per visionare la quinta carta scoperta si dovrà effettuare l’ultima puntata.
A questo punto le carte verranno mostrate pubblicamente e il giocatore che in mano ha la combinazione dal valore più alto si porterà a casa il bottino. Il gioco si dimostra particolarmente amato soprattutto perché non tutto è dominato dalla fortuna ma molto può fare la strategia e la capacità di gioco di ciascuno.
Varianti del Texas hold’em

Sorprende sempre scoprire che la variante di un gioco particolarmente amato, a sua volta può vantarsi di possederne delle proprie. Questo non potrà che attestare la fama raggiunta dal gioco stesso. Nel caso del Texas hold’em questo non solo possiede varianti, ma ne possiede davvero tante.
Oggi parleremo delle tre più famose, che è bene chiarirlo subito non modificano nemmeno di una virgola le regole di gioco, ne lo scopo. Infatti al tavolo saranno ben accetti dai 2 ai 10 giocatori, si dovrà utilizzare un mazzo da 52 carte e non si potrà in alcun modo ottenere sette carte coperte, ma come per il Texas hold’em si avrà diritto ad ottenerne 2 private e 5 comunitarie.
A differenziarsi sarà invece la tecnica di puntata. Queste potranno essere illimitate, dotate di alcuni limiti variabili o con un limite di puntata imposto da regolamento.
Nel caso del Texas hold’em no limit ci troviamo davanti ad un gioco per i più azzardati. Questa particolare variante è giocata durante tornei davvero lussuosi ed eleganti e non prevede alcun limite di puntata. Per ipotesi un giocatore potrà decidere di puntare durante una mano tutto quello che possiede. Parleremo in questo caso di all in. La scelta potrà rivelarsi particolarmente fortunata o disastrosa.
Nella variante detta pot limit il limite sarà rappresentato dall’ammontare del piatto. Questo come è facile immaginare sarà crescente e dunque se le puntate iniziali potranno essere basse e controllate, quelle finali potranno essere davvero alte.
Nell’ultima variante invece ci troviamo davanti a limiti di puntata imposti da regolamento. Il gioco manco a dirlo si chiama Texas hold’em limit e il giocatore per nessuna ragione potrà superare il limite imposto da regolamento. La variante è giocata da chi non ama gli azzardi esagerati e dai giocatori che si cimentano solo per il gusto del divertimento.